Sineddoche

Sineddoche (dal greco synekdék-homai = prendo insieme), figura retorica che consiste nella trasposizione del significato di una parola ad un altro con rapporto prevalentemente quantitativo (ciò la differenzia dalla metonimia). 
Serve per conferire particolare colorito allo scritto o al parlare. Si realizza nominando:

  • Il tutto per la parte – es. una borsa di coccodrillo per dire una borsa fatta di pelle di coccodrillo;
  • La parte per il tutto – es. vela o timone per dire nave/barca;
  • Il genere per la specie – es. mortale per dire uomo;
  • Il plurale per il singolare e viceversa – es. l’italiano è molto sportivo per dire l’uomo italiano è molto sportivo;
  • Il numero determinato per l’indeterminato - es. mille baci per dire tanti baci.

Esempi di sineddoche:

"...Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia..." – nidi = uccellini  (il tutto per la parte)
(G. Pascoli, Il gelsomino notturno, vv.7-8)


"...E quando la fatal prora d’Enea
per tanto mar la foce tua cercò,…"
(G. Carducci, Agli amici della Valle Tiberina, vv.45-46) – prora = nave  (la parte per il tutto)


"...O animal grazioso e benigno..."
(Dante, Inferno, Canto V, v.88) – animal = uomo/pesona (il genere per la specie).


"...E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,..."
(U. Foscolo, Alla sera, vv 3-4) zeffiri = venti (la specie per il genere)


"..O sacrosante Vergini, se fami,
freddi o vigilie mai per voi soffersi,
cagion mi sprona ch’io mercé vi chiami..."
(Dante, Purgatorio, Canto XXIX, vv 37-39) – fami = fame e freddi = freddo (plurale per singolare)


"...onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l’inclito verso di colui che l’acque..."
(U. Foscolo, A Zacinto, vv 6-8) – verso = versi  (il singolare per il plurale)


"...la voglia, e la ragion combattut'hanno sette,
e sett'anni, e vincerà il migliore..."
(Petrarca, Le Rime, Sonetto LXXX, vv. 12-13) – sette e sett’anni = molti anni (determinato per indeterminato)


"..lo mondo è cieco…"
(Dante, Purgatorio, Canto XVI, v.66) - dove mondo = uomini.


"...Degli Achivi era Crise alle veloci
prore venuto a riscattar la figlia..."
(Omero, Iliade, Libro I, vv.15/16) – veloci prore = flotta.


"...L’Arabo, il Parto, il Siro
in suo sermon l’udì..."
Alessandro Manzoni, Pentecoste, v.47) = gli Arabi, i Parti, i Siri l’udirono.


"...E se da lunge i miei tetti saluto..."
(Ugo Foscolo, In morte del fratello Giovanni, v.8) - tetti = case


"...le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue..."
(Eugenio Montale, Ho sceso dandoti il braccio, Xenia I, vv.11/12) - pupille = occhi


"...Ed ecco il debil fianco..."
(Giuseppe Parini, La caduta, v. 33) – debil fianco per dire debole corpo