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Spiegazione ed esempi

Anastrofe

Figura retorica di parola

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Definizione:

L’anastrofe è una figura retorica di parola.
Letteralmente significa rovesciamento, dal greco anastréphein.
L’anastrofe consiste nell’inversione dell’ordine naturale delle parti del discorso per dare maggiore rilievo ad una parte sull’altra. È affine all’iperbato ma, a differenza di esso, non implica l’inserimento di un inciso tra i termini.

E’ utilizzata nei messaggi pubblicitari e nel linguaggio corrente in espressioni come: eccezion fatta, cammin facendo, ecc.
Nel linguaggio poetico, l’anastrofe è utilizzata per esigenze espressive e per ottenere effetti fonici e ritmici, anticipando o posticipando un elemento della frase rispetto alla consueta struttura sintattica; per esempio Torquato Tasso scrive:”O belle agli occhi miei tende latine” anziché: “O tende latine belle agli occhi miei” (Ottava 104, VI canto della Gerusalemme liberata).



Esempi di Anastrofe:

"…Tosto che fermi v’ebbe gli occhi e fitti…"
(L. Ariosto, L’Orlando furioso, Ottava 102)
                                                                     
"…Sempre caro mi fu quest'ermo colle…"
(G. Leopardi, Infinito, v.1)

"…Allor che all’opre femminili intenta
sedevi
, assai contenta
…"
(G. Leopardi, A Silvia, vv.10-11)

"Mi scosse, e mi corse
le vene
il ribrezzo.
Passata m’è forse
rasente
, col rezzo
dell’ombra sua nera,
la morte
…"
(G. Pascoli, Il brivido, vv. 1-6)

"…Cercavano il miglio gli uccelli
ed erano subito di neve;
…"
(S. Quasimodo, Antico inverno, vv. 5-6)

"…Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza
…"
(E. Montale, Spesso il male di vivere ho incontrato, vv. 5-6)




ANALISI TESTI LETTERARI: