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Spiegazione ed esempi

Analogia

Figura retorica

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Definizione:

L’analogia (dal greco analogía = corrispondenza) è la figura retorica del significato che consiste nell’accostare due immagini o situazioni, diverse e prive, apparentemente, di un legame logico, perché la connessione tra i due elementi non è subito evidente.


L’analogia è simile alla metafora, ma rispetto a questa più audace e complessa, in quanto stabilisce rapporti di somiglianza associando elementi sulla base di libere associazioni di pensiero o di sensazioni, mentre la metafora si basa su un evidente rapporto di somiglianza tra le immagini.


La forma più semplice di analogia è quella della similitudine privata del termine  “come” (esempio: “Le mani del pastore erano un vetro levigato…” - L’isola – vv.23-24 - Ungaretti) ma le forme più complesse oltre ad accostare due termini senza apparenti analogie arrivano alla completa identificazione di un termine con l’altro che resta taciuto e proposto solo intuitivamente.


L’analogia è una tecnica espressiva usata da sempre ma che ha acquisito maggiore rilevanza  nella poesia moderna, nelle tendenze poetiche che possono essere raggruppate nella definizione di “poesia pura” (dal simbolismo all’ermetismo).


Esempi di analogia:

Da: G. Pascoli, Il gelsomino notturno, vv.21-24
"…E’ l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta
non so che felicità nuova.”
Il gelsomino che germoglia nelle caldi notti d’estate è accostato per analogia all’unione di due sposi che darà origine ad una nuova vita.


Da: G. Ungaretti, Stelle, Sentimento del tempo, v.1
"Tornano in alto ad ardere le favole…"
L’immagine delle favole richiama per suggestione quella delle stelle: tornano in cielo a splendere le stelle. Non si sa quali siano i passaggi che hanno portato ad identificare le stelle con le favole, forse le favole sono quelle udite alla luce delle stelle, o forse le stelle sono come le favole, illusioni, che addolciscono la vita. L’analogia evoca immagini che non si legano ad un solo significato e lasciano al lettore libertà di interpretazione.


Da: E. Montale, I limoni, vv.43-49
"…Quando un giorno da un mal chiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano le loro canzoni
le trombe d’oro della solarità."
L'immagine dei gialli limoni che si intravedono da un portone socchiuso richiamano alla mente, per analogia del colore, le trombe d’oro del sole, ovvero i fasci di luce solare, che danno gioia e calore.

Da: Montale, Meriggiare pallido e assorto, vv.11-12
"…Si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi…"
I picchi spogli di vegetazione vengono paragonati alle teste calve da cui si levano i canti delle cicale.


Da:  A. Bertolucci, Amore, Fuochi di novembre, vv.3-4
"…Caprioli d'argento
scherzano nelle radure del cielo …"
Accostamento inconsueto tra caprioli e costellazioni che viene suggerito al lettore attraverso l’espressione d’argento che fa intuire il rapporto analogico con cui il poeta immagina dei caprioli nelle radure paragonati a costellazioni nel cielo.





ANALISI TESTI LETTERARI: