Seguici su Instagram Seguici su Twitter Seguici su Pinterest Seguici su Facebook

Spiegazione ed esempi

Personificazione

Figura retorica di significato

· Pubblicato ·

foto di casa vacanza in Grecia a Santorini
Vedi su Airbnb

Versione in PDF

icona pdf

Definizione:

La personificazione è la figura retorica di significato che consiste nel dare vita, attribuendo azioni proprie degli esseri umani, a oggetti inanimati o concetti astratti.

Un tipo di personificazione è la prosopopea, (dal greco prosopopoiéin: personificare) attraverso la quale viene data la capacità di parlare ed esprimersi, come se fosse un personaggio reale, a persone defunte, animali, oggetti, elementi della natura o entità astratte.

In poesia sono numerosissimi i casi di utilizzo di una simile tecnica espressiva: nell’Eneide virgiliana vi è la personificazione della Fama, nel Canzoniere Petrarca la Gloria, nell’Orlando furioso di Ariosto la Frode, nella poesia Lo vostro bel saluto e ‘l gentil sguardo di Guido Guinizzelli l’Amore ed anche Leopardi nel Dialogo della Natura e di un Islandese fa della Natura una persona vivente.

Nel linguaggio comune questa figura retorica viene spesso utilizzata in espressioni come: "Quel cane parla con gli occhi”, "la notizia corre veloce”, “oggi la fortuna non ci sorride”, “il sole non vuol farsi vedere”. In pubblicità: “La scarpa che respira”.

Esempi di Personificazione:

Da: G.B. Marino, Elogio della rosa, Ottava 159
“…Non superbisca ambizioso il sole…”
In Marino vi è la personificazione del Sole definito ambizioso.


Da: G. Pascoli, La mia sera, vv.11-12
"…Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo…"
In questi due versi Pascoli attribuisce al rivo l’azione di singhiozzare, propria degli uomini.


Da: G. D’Annunzio, Romanza de La Chimera, vv.5-8
"…D’un pensoso dolore
Settembre il ciel riempie.
Gli languon su le tempie
le rose de l’età…"
D’Annunzio attribuisce al mese di settembre la capacità di provare dolore e l’aspetto umano.


Da: A. Palazzeschi, La fontana malata, vv.6-17
"…È giù,
nel cortile,
la povera
fontana
malata;
che spasimo!
sentirla
tossire.
Tossisce,
tossisce,
un poco
si tace…
di nuovo
tossisce …"
Palazzeschi descrive la fontana come se fosse malata e scossa dalla tosse.


Da: U. Saba, Favoletta, vv 6-7
“…Vanno a sera a dormire dietro i monti
le nuvolette stanche
…”
Saba descrive l’immagine delle nuvole che stanche vanno a riposare dietro ai monti.


Esempi di Prosopopea:

Da: G. Pascoli, La mia sera, vv.33-35
"… Don... Don... E mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi! sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!…"
In questi tre versi per Pascoli i rintocchi delle campane sono voci che cantano, sussurrano e bisbigliano.


Da: G. Carducci, Davanti San Guido, vv.33-36
"…Intesi allora che i cipressi e il sole
una gentil pietade avean di me,
e presto il mormorio si fe’ parole:
- Ben lo sappiamo: un pover uom tu se’…"
Carducci immagina i cipressi e il sole come persone che gli parlano e provano pietà per lui.




ANALISI TESTI LETTERARI: