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Spiegazione ed esempi

Ossimoro

Figura retorica di pensiero

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Definizione:

L’ossimoro è una figura retorica di pensiero che si basa sull’accostamento paradossale di termini antitetici, ovvero termini che esprimono concetti contrari e che si contraddicono, come dolce amarezza, vita mortale, producendo stupore nel lettore.
 
Ossimoro deriva dal greco oxýmoros: oksys = "acuto" e morós = "stupido" = acutamente stupido.


A differenza della figura retorica dell’antitesi, i due termini contrapposti sono spesso incompatibili.

Si tratta di una combinazione tale da creare un originale contrasto, ottenendo spesso sorprendenti effetti stilistici.


Nel linguaggio comune alcuni esempi di ossimoro sono: lucida follia, brivido caldo, silenzio assordante, disgustoso piacere, attimo infinito, buio accecante, ghiaccio bollente.




Esempi di Ossimoro:


Da: G. Marino, Bella schiava, v. 2
 “…fra le belle d’Amor leggiadro mostro…”
Contrapposizione aggettivo/sostantivo con leggiadro attribuito a mostro.


Da: T. Tasso,  Proemio Gerusalemme liberata, Canto I, Ottava 1
 “Canto l’arme pietose…”
Contrapposizione sostantivo/aggettivo con pietose attribuito ad armi.


Da: A. Manzoni, I promessi sposi, Cap. VI
 “…sguardo bieco d’amor rabbioso…”
Contrapposizione tra lo sguardo pieno di amore e gli aggettivi bieco e rabbioso.


Da: G. Pascoli, Il lampo, vv.4-5
“…nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto…”
Contrapposizione sia nella coppia aggettivo/sostantivo (tacito tumulto) sia tra i due verbi (apparì sparì).


Da: S. Quasimodo, Lettera alla madre, v.3
"…gli alberi si gonfiano d’acqua, bruciano di neve…"
Con bruciano di neve il poeta unisce in un’immagine due idee nettamente contrastanti: gelo e fuoco.


 






ANALISI TESTI LETTERARI: