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Proemio

(Orlando furioso, canto I, Ott. 1 - 4)

Ludovico Ariosto

Frontespizio edizione del 1584 de: Orlando Furioso di Ludovico Ariosto
Frontespizio edizione del 1584 de: Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

TESTO

PARAFRASI


[1] Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l’ire e i giovenil furori
d’Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano

 


[1] Io canto le donne, i cavalieri, le imprese guerresche, gli amori[1] (le donne, i cavallier, l’arme, gli amori – chiasmo che mette in rilievo il tema guerresco e il tema cortese), le consuetudini cavalleresche (cortesie), le imprese coraggiose, che avvennero al tempo in cui i Mori attraversarono il mare africano e procurarono molti danni (nocquer tanto) in Francia, assecondando la rabbia e il giovanile furore del loro re Agramante (Agramante = Re dei Mori voleva vendicare il padre Troiano, ucciso da Orlando), che aveva deciso di vendicare la morte di Troiano contro (sopra) Carlo Magno, imperatore del Sacro Romano Impero (romano).


[2] Dirò d’Orlando in un medesmo tratto
cosa non detta in prosa mai, né in rima:
che per amor venne in furore e matto,
d’uom che sì saggio era stimato prima;
se da colei che tal quasi m’ha fatto,
che ‘l poco ingegno ad or ad or mi lima,
me ne sarà però tanto concesso,
che mi basti a finir quanto ho promesso.


[2] Allo stesso tempo (in un medesmo tratto)  racconterò cose non scritte mai né in prosa, né in versi di Orlando[2]: che per amore diventò pazzo furioso (venne in furore e matto – zeugma: venne è riferito a furore ma anche a matto, col significato di divenire), da uomo che prima era reputato (stimato) così saggio; se colei [Alessandra Benucci – la donna amata da Ariosto] che mi ha reso quasi simile (che tal quasi m’ha fatto – matto come Orlando) e che consuma (mi lima – nella tradizione provenzale significa consumare per amore) a poco a poco (ad or ad or) il mio piccolo (poco) ingegno, me ne lascerà tanto quanto basta per portare a termine quanto mi sono proposto.


[3] Piacciavi, generosa Erculea prole,
ornamento e splendor del secol nostro,
Ippolito, aggradir questo che vuole
e darvi sol può l’umil servo vostro.
Quel ch’io vi debbo, posso di parole
pagare in parte e d’opera d’inchiostro;
né che poco io vi dia da imputar sono,
che quanto io posso dar, tutto vi dono. 


[3] Vi piaccia gradire (aggradir), o Ippolito, generoso discendente (prole) di Ercole (Erculea)[3], ornamento e splendore del nostro tempo (secol), quest’opera che vuole e soltanto può darvi il vostro umile servo.
Per i favori ricevuti (quel ch’io vi debbo) vi posso ripagare solo in parte con parole e con scritti (d’opera d’inchiostro); né sono da accusare (imputar) se vi do poco, perché io vi do tutto ciò che  posso darvi.


[4] Voi sentirete fra i più degni eroi,
che nominar con laude m’apparecchio,
ricordar quel Ruggier, che fu di voi
e de’ vostri avi illustri il ceppo vecchio.
L’alto valore e’ chiari gesti suoi
vi farò udir, se voi mi date orecchio,
e vostri alti pensieri cedino un poco,
sì che tra lor miei versi abbiano loco.


[4] Fra i più degni eroi che io mi preparo (m’apparecchio) a nominare con lode, voi sentirete ricordare il famoso Ruggiero (Ruggier –  grande guerriero saraceno), che è stato il capostipite (ceppo vecchio) di voi e dei vostri illustri antenati. Vi farò ascoltare (udir) le sue nobili e famose gesta (chiari gesti suoi), se voi mi presterete attenzione (orecchio) e le vostre gravi preoccupazioni si attenuino (cedino) un po’, cosicché questi miei versi tra esse trovino spazio (loco).

NOTE

[1] le donne, i cavallier, l’arme, gli amori: Riecheggia l’esordio dell’Eneide e i vv. 109-110 del XIV Canto del Purgatorio di Dante: “Le donne e i cavalier, gli affanni e li agi…”.

[2] Orlando: personaggio storico di cui si sa solo che fu Governatore della Marca di Bretagna e che morì a Roncisvalle nel 778. La leggenda ne fece un valoroso e saggio paladino di Carlo Magno

[3] Erculea : Il Cardinale Ippolito era figlio di Ercole I d’Este.

Analisi del testo:

Il primo canto dell’Orlando Furioso inizia classicamente, con una protasi in cui vengono esposti l’argomento della narrazione ed i destinatari, seguendo la canonica  suddivisione in:

  • Proposizione (ottave 1-2, v.4): Ariosto abbandona l’uso dei cantori popolari ed anche di Boiardo di rivolgersi, all’inizio dei loro poemi a Dio e agli uditori e sottolinea la materia oggetto dell’Orlando furioso: l’avventura epica e l’avventura amorosa;
  • Invocazione (ottava 2, vv.5-8): Invocatio originale in quanto non è rivolta alle Muse ma alla donna amata, Alessandra Benucci, di cui non è fatto esplicitamente il nome;
  • Dedica (ottave 3-4): ripresa dalla poetica classica ma anche usanza del mondo cortigiano del suo tempo la dedica dell’opera al proprio Mecenate, per Ariosto: il Cardinale Ippolito.

L’argomento si sviluppa in 3 grandi filoni narrativi:

  • la guerra fra mori e cristiani;
  • l’amore e la follia di Orlando;
  • le vicende che determineranno il matrimonio fra Ruggiero e Bradamante, ritenuti gli antichi progenitori degli Estensi, in relazione all’encomio dei duchi di Ferrara e in particolare del protettore di Ariosto, il cardinale Ippolito, al quale è dedicato il poema.

Metro:

Ottave con schema: ABABABCC.

 

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