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Letteratura

Guido‚ i’ vorrei che tu e Lapo ed io

Parafrasi e analisi del sonetto

(Rime, 9 - LII)

Dante Alighieri

· Pubblicato ·

A Cavalcanti

Sonetto giovanile in cui Dante si rivolge a Guido Cavalcanti per coinvolgerlo nel suo sogno di evasione dalla realtà. In risposta, come era d’uso a quel tempo, Cavalcanti compose il sonetto, S’io fosse quelli che d’amor fu degno, con cui rifiuta malinconicamente l’invito.


TESTO

PARAFRASI

[1] Guido‚ i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio,

 

[1] Guido (apostrofe), io ( i’ ) vorrei che tu e (e…ed…e - polisindeto) Lapo ed io fossimo catturati (presi) per incantesimo (per incantamento) e messi su un vascello (vasel - metafora) che con qualunque vento (ch’ad ogni vento) navigasse (andasse) per mare, secondo il mio ed il vostro desiderio (al voler vostro e mio),  

[5] sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ‘l disio.

 

[5] in modo che (sì che) una tempesta (fortuna – latinismo sta per fortunale, vento di burrasca) o un altro cattivo (rio - latinismo) tempo non ci potesse essere di ostacolo (dare impedimento), anzi, vivendo sempre secondo un’unica volontà (in un talento - latinismo), aumentasse il desiderio (‘l disio - latinismo) di stare insieme.

[9] E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore:

 

[9] E (E…e…e…e - polisindeto) poi [vorrei che] il potente (buono) mago (incantatore - Merlino) mettesse insieme a noi (con noi ponesse ) anche (E) la signora (monna - indica la donna sposata, derivato per sincope da Madonna) Vanna e la signora (monna…monna - anafora) Lagia insieme a (con…con - anafora) quella che occupa il trentesimo posto (ch’è sul numer de le trenta - nell’elenco delle 60 donne più belle della città):

[12] e quivi ragionar sempre d’amore,
e ciascuno di lor fosse contenta,
sì come i’ credo che saremmo noi.

 

[12] e qui (quivi – sul vascello) discorrere (ragionar) sempre d’amore e [che] ciascuna di loro fosse felice, come io credo che lo saremmo noi (similitudine).

 


Riassunto

Prima strofa (vv.1-4) – Dante si rivolge all’amico Guido Cavalcanti rivelandogli il desiderio di poter essere con lui ed un altro amico, Lapo, per una magia, su un vascello che navighi in base ai desideri dei passeggeri.
Seconda strofa(vv.5-8) – il vascello naviga non ostacolato da tempeste ma guidato dall’amore e dall’armonia tra i passeggeri uniti nella fusione spirituale data dal loro comune modo di vedere.
Terza strofa (vv.9-11) – sulla nave magica ci sarà posto anche per le tre rispettive donne amate: Vanna, Lagia e la trentesima donna più bella di Firenze.
Quarta strofa (vv.12-14) – insieme parlare sempre d’amore in una dimensione di armonia e piacere.


Tematiche della poesia

Amore e amicizia sono i temi che emergono da questo sonetto:

  • Il tema amoroso esplicitato in quel ragionar sempre d’amore e nel coinvolgimento delle rispettive donne amate.
  • L’amicizia vista come un sodalizio di condivisione di ideali e desideri e come estensione della fusione spirituale della coppia ad un gruppo di fedeli d’amore.

Il sogno di evasione, con gli amici più cari e le rispettive donne amate, sottende la critica della società reale, quella della logica mercantile dei Comuni e il desiderio di avere una ideale vita cortese.

 


Analisi del testo della poesia

In questo sonetto, il desiderio è il fulcro di tutta la lirica, infatti lo si trova:

  • in apertura della lirica ( i’ vorrei),
  • e poi al verso 4 (voler vostro e mio)
  • e al verso 8 (disio).

La Lirica si gioca infatti su una fantasia che è desiderio di evasione dalla realtà, il poeta aspira ad essere in una dimensione diversa nella quale si possa godere spiritualmente dell’essenziale senza essere coinvolti dalle cose di questo mondo. In questa utopia Dante coinvolge gli amici più cari, coloro che hanno in comune con lui gli stessi interessi e la stessa visione del mondo, una sorta di cerchia iniziatica.
Il riferimento al vascello riecheggia la nave di mago Merlino, richiamato anche al v.11 come buono incantatore perché autore dell’incantesimo desiderato da Dante.
In questo sonetto Dante non cita Beatrice come donna amata ma utilizza l’espediente della donna-schermo, ovvero fa riferimento ad un’altra donna per nascondere il suo vero amore, Beatrice, preservando così quest’ultima da critiche e pettegolezzi.  


Personaggi del sonetto

Dante si rivolge ai suoi amici più cari, coloro con cui ha un rapporto di affinità di esperienze intellettuali e spirituali:

  • Guido Cavalcanti, dedicatario del sonetto;
  • Lapo, cioè Lapo Gianni de’ Ricevuti notaio e poeta stilnovista citato nel De Vulgari eloquentia;

e alle rispettive donne:

  • Monna Vanna, o Giovanna, è la donna di Guido Cavalcanti, il quale nel sonetto di risposta a Dante negò che ella fosse ancora la sua donna;
  • Monna Lagia, abbreviazione di Alagia, è la donna di Lapo;
  • Ed una terza donna, quella di Dante, di cui non viene fatto il nome ma viene detto che è la trentesima dell’elenco (ch’è sul numer de le trenta) steso da Dante, epistola sotto forma di sirventese, oggi andata perduta, che aveva per argomento le 60 donne più belle di Firenze. Sicuramente non è Beatrice che in quell’elenco occupava il posto numero nove.

Il plazer e lo stilnovismo

La lirica Guido‚ i’ vorrei che tu e Lapo ed io rimanda a due modelli letterari:

  • da una parte al genere e al gusto del plazerprovenzale per quanto riguarda il desiderio di evasione fantastica dal reale;
  • dall’altra a elementi della tradizione stilnovista che si possono ravvisare nell’esaltazione concetto di amicizia, quale concordanza di ideali e aspirazioni e nello schema metrico adottato.

Analisi metrica

Sonetto di 14 endecasillabi suddivisi in 2 quartine e 2 terzine. Schema a rima incrociata (ABBA / ABBA) nelle quartine e invertita (CDE / EDC) nelle terzine, tipologia tipica della poesia stilnovistica.
Atmosfera fiabesca data dal ritmo lento e pacato.
Struttura circolare data dal fatto che il sonetto inizia e termina in prima persona ( i’ vorrei e i’ credo).


Figure retoriche

Approfondimento di alcune figure retoriche:

Allitterazioni della “v”, della “s” e della “r”:

  • vasel ch’ad ogni vento / per mare andasse al voler vostro, vv.3-4;
  • di stare insieme crescesse ‘l disio, v.8;
  • ragionar sempre d’amore, v.12.

Anastrofe

  • per mare andasse al voler vostro e mio, v.4
  • di stare insieme crescesse ‘l disio, v.8;
  • con noi ponesse il buono incantatore, v.11;

Iperbato

  • di stare insieme crescesse ‘l disio, v.8

Metafora

  • vasel, v. 3 – vascello e si riferisce alla nave magica di mago Merlino di cui si racconta nei romanzi del ciclo arturiano (Re Artù), molto in voga nel Duecento. L’immagine del Vascello verrà ripresa da Dante nel Purgatorio (II, 41): un vascello snelletto e leggero.

Perifrasi

  • quella ch’è sul numer de le trenta, v.10 – perifrasi per indicare la donna amata;
  • il buono incantatore, v.11 – perifrasi per dire il potente mago Merlino



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