Parafrasi e analisi della poesia
L’oro et le perle e i fior’ vermigli e i bianchi

(Canzoniere - Sonetto XLVI)

Francesco Petrarca

· Pubblicato ·
ritratto di giovane donna nuda con specchio di Giovanni Bellini - particolare
Particolare ritratto di giovane donna di Bellini
Fonte: Wikimedia

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Lo specchio di Laura

Laura impegnata a guardarsi allo specchio ha occhi solo per se stessa. Si ammira e si adorna davanti allo specchio di fiori e di monili ed è inutile per il poeta sperare che si accorga di lui e del suo amore.



TESTO

PARAFRASI

[1] L’oro et le perle e i fior’ vermigli e i bianchi,
che ’l verno devria far languidi et secchi,
son per me acerbi et velenosi stecchi,
ch’io provo per lo petto et per li fianchi.

[1] L'oro, le perle, i fiori rossi (vermigli) e bianchi che l'inverno (’l verno) dovrà fare appassire (devria far languidi) e seccare, sono per me rami pungenti e velenosi (acerbi et velenosi stecchi), che io sento (ch’io provo) nel petto e nei fianchi.

[5] Però i dí miei fien lagrimosi et manchi,
ché gran duol rade volte aven che ’nvecchi:
ma piú ne colpo i micidiali specchi,
che ’n vagheggiar voi stessa avete stanchi.

[5] Perciò (Però) i miei giorni (dí miei) saranno pieni di lacrime (fien lagrimosi) e brevi (manchi), in quanto (ché) rare volte avviene che un grande dolore (gran duol) consenta di invecchiare (’nvecchi - invecchi): ma soprattutto ne incolpo (piú ne colpo) gli specchi assassini (micidiali specchi – parola-chiave - metonimia), che nel rimirare (’n vagheggiar) voi stessa avete stancato.

[9] Questi poser silentio al signor mio,
che per me vi pregava, ond’ei si tacque,
veggendo in voi finir vostro desio;

[9] Questi (questi…questi - anafora) hanno ridotto al silenzio (poser silentio) il mio signore [Amore], che vi pregava per me, per cui egli (ond’ei) si tacque vedendo (veggendo) che in voi finiva il vostro desiderio;

[12] questi fuor fabbricati sopra l’acque
d’abisso, et tinti ne l’eterno oblio,
onde ’l principio de mia morte nacque.

[12] questi sono stati fabbricati sopra le acque dell'abisso [all'inferno], e intinti (tinti) nell'eterno oblio, per cui da essi ebbe inizio la mia morte (’l principio de mia morte nacque - ossimoro).



Riassunto

Laura a causa dello specchio in cui si contempla si è innamorata di se stessa e non ha interesse per altro che non sia la sua immagine. A nulla serve la mediazione di Amore a favore del poeta. Ella lo respinge e lo zittisce perché agli occhi di Laura ogni cosa al di fuori di se stessa, e quindi anche il poeta, ha perso valore ed è caduta nell’oblio.


Analisi del testo della poesia

Nel sonetto L’oro et le perle e i fior’ vermigli e i bianchi si possono distinguere 3 parti:

  • I parte: La bellezza di Laura fa soffrire il poeta, sofferenza che gli renderà la vita breve;
  • II parte: Il tema dello specchio al centro del componimento.;
  • III parte: descrizione degli effetti del potere dello specchio su Laura e di conseguenza sul poeta;

La consueta rappresentazione cortese e stilnovistica della donna è sostituita con un’interpretazione misogina (antifemminile) già presente nella tradizione realistica della lirica due-trecentesca.


Lo specchio

Lo specchio è il tema cardine in quanto la causa della chiusura di Laura alle attenzioni del poeta perché narcisisticamente tutta rivolta a se stessa.
La sua importanza è evidenziata anche dalla collocazione esattamente centrale dei 2 versi (il 7 e 8) focalizzati sul tema dello specchio che hanno lo stesso numero di versi che li precede e che li segue (6 versi).



Analisi metrica

Sonetto con rime incrociate nelle quartine e rime alternate nelle terzine: ABBA, ABBA, CDC, DCD.
Da notare che, ad eccezione del verso n.12, ogni verso termina con un segno di interpunzione ed ha quindi autonomia sintattica, ciò mette in risalto ogni singolo verso.
Il sonetto è denso di vocaboli, forme sincopate (es. fior’) e sinalefi.
Le rime delle quartine sono dure ed aspre, adeguate alla delusione del poeta che vede il suo sentimento amoroso ignorato.
La prima parte (fino al v.6) presenta un andamento più lento e riflessivo mentre dal verso 7 aumenta la tensione in coincidenza con l’introduzione del tema dello specchio.
Vi è equilibrio nella disposizione delle parole basato sull’ambivalenza delle coppie di termini, per esempio:

  • Nelle coppie di sostantivi ai vv. 1 e 4: perle/fior, petto/fianchi
  • Nelle coppie di aggettivi ai vv. 1-2-3 e 5: vermigli/bianchi; languidi/secchi, acerbi/velenosi, lagrimosi/manchi.

Figure retoriche

Approfondimento figure retoriche:
Polisindeto - presente nei primi 5 versi della poesia con la frequente ripetizione della congiunzione copulativa et. Il ritmo risulta in tal modo più cadenzato e meditato;
Metonimia – v.7 – specchi assassini. Secondo alcune interpretazioni troviamo una metonimia in quanto non sono gli specchi, ma l’immagine riflessa di Laura e quindi Laura stessa la causa del dolore e della morte del poeta;
Allitterazioni – delle v, s, f, t, m, p/pr conferiscono asprezza e durezza al testo in linea con il sentimento di sofferenza del poeta, le più rilevanti sono:

  • vagheggiar voi – v.8
  • questi poser silentio al signor – v.9
  • veggendo in voi finir vostro – v.11
  • fuor fabbricati – v.12
  • mia morte – v.14
  • provo per lo petto et per – v.4;
Anaforaquesti…questi – vv. 9 e 12 - scandisce l’inizio delle terzine e sottolinea l’importanza del tema dello specchio;
Enjambements: – vv. 12 e 13 – l’acque/d’abisso – è l’unico enjambement del sonetto e rende l’idea dello sprofondare dell’abisso;
Ossimoro: – v.14 - onde ’l principio de mia morte nacque – la morte che nasce è un ossimoro rafforzato dall’idea del principio (’l principio) che contrasta con quella della fine, cioè della morte del poeta;






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