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Parafrasi e analisi della poesia
Voi che per li occhi mi passaste ’l core

(Sonetto)

Guido Cavalcanti

· Pubblicato ·
Particolare dipinto di Guercino : "Venere, Marte e Cupido"
Particolare dipinto di Guercino : "Venere, Marte e Cupido"

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L’amore per Cavalcanti

Cavalcanti canta gli effetti della passione amorosa, tema ricorrente della sua produzione poetica. La bufera che si scatena nell’animo del poeta alla vista della donna amata per effetto della potenza distruttiva dell’amore.

 


TESTO

PARAFRASI

[1] Voi che per li occhi mi passaste ’l core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l’angosciosa vita mia,
che sospirando la distrugge Amore.

[1] Voi (Voi – la donna amata - apostrofe) che attraverso (per) gli (li) occhi mi avete trafitto (passaste - metonimia) il cuore e avete svegliato (destaste) la mente che dormiva, guardate la mia vita angosciosa, che Amore (Amore - personificazione) distrugge in sospiri.

[5] E’ vèn tagliando di sì gran valore,
che’ deboletti spiriti van via:
riman figura sol en segnoria
e voce alquanta, che parla dolore.

[5] Egli (E’ – sta per ei e si riferisce al Amore) arriva (vèn) ferendo (tagliando) con così grande forza (valore) che il mio fragile spirito vitale (deboletti spiriti – si riferisce ai sensi e ai moti dell’animo) vengono meno (van via - allitterazione): rimane solo il mio aspetto esteriore (figura – il corpo, l’involucro esterno), in balia (en segnoria)  [dell’amore], e un po’ di voce (voce alquanta) che esprime (parla) dolore.

[9] Questa vertù d’amor che m’ha disfatto
da’ vostr’ occhi gentil’ presta si mosse:
un dardo mi gittò dentro dal fianco.,

[9] Questa forza/valore (vertù - metonimia) amorosa che mi ha distrutto (m’ha disfatto) è partita (si mosse) veloce (presta) dai vostri occhi nobili (gentil’): una freccia (dardo - metafora) mi ha lanciato (mi gittò) nel (dentro dal) fianco.

[12] giunse ritto ’l colpo al primo tratto,
che l’anima tremando si riscosse
veggendo morto ’l cor nel lato manco.

[12] Il colpo mi raggiunse (giunse) così () centrato (ritto) al primo tentativo (primo tratto), che la mente (anima - sineddoche) tremando si svegliò (si riscosse) vedendo (veggendo) il cuore morto nel lato sinistro (lato manco).



Analisi del testo della poesia

La poesia si basa sul concetto della centralità della vista nel creare il sentimento d’amore, che i poeti stilnovisti hanno mutuato dai siciliani (vedi Jacopo da Lentini): l’Amore attraverso lo sguardo colpisce il cuore dell’uomo come una freccia che raggiunge il suo bersaglio.


Suddivisione dei versi:

  • La prima quartina evidenzia da subito l’effetto devastante provocato nel cuore dall’arrivo di Amore;
  • Nella seconda quartina Amore viene rappresentato come un guerriero che sbaragliato il nemico lo lascia svuotato di vitalità ridotto a pura forma esteriore (come la statua di ottone di Guinizzelli ai versi 12/14 della poesia Lo vostro bel saluto e gentil sguardo).
    I deboletti spiriti ricorrono spesso nei testi di Cavalcante e rappresentano veri e propri enti che sono nell’organismo e sono addetti alle facoltà vitali dell’uomo in base al pensiero aristotelico;

  • Segue con la prima terzina la metafora bellica del dardo che ferisce il poeta;
  • Infine con la quarta terzina la poesia si chiude con la potente immagine dell’anima scossa che osserva il cuore morto alla propria sinistra.

La struttura del sonetto è circolare, i due ultimi versi infatti riprendono i due versi iniziali: l’anima … si riscosse (v.13) corrisponde a destaste la mente (v.2) e morto’l cor (v.14) a passaste ‘l core (v.1).


Il dramma della passione d’amore si traduce in una metaforica azione scenica di battaglia in cui Amore colpisce i sensi dell’innamorato distruggendone le potenzialità. L’anima intesa come anima razionale, e quindi sinonimo di mente (vedi la sineddoche al v.13 in cui  per anima si intende la mente, alla quale viene attribuita l’azione di riscuotersi, risvegliarsi), è scossa nel vedere il cuore, cioè la parte sensitiva, morto, annientato.



Analisi metrica

Sonetto di 14 versi endecasillabi, rime con schema: ABAB ABAB CDE CDE.
Assonanze tra vv.9 e 11, e tra vv.12 e 14.
Vi sono anche alcune rime interne come: passaste / destaste / guardate (vv.1-3), sospirando / tagliando (vv.4-5), ecc.
Prevalgono i termini che trasmettono la drammaticità derivante dal sentimento amoroso:

  • angosciosa vita
  • dolore
  • m’ha disfatto
  • morto l’ cor.

Cavalcanti utilizza inoltre alcuni termini tipici dello stilnovo: amore, valore, vertù, gentil.


Figure retoriche

Oltre alle figure retoriche indicate nella parafrasi, vi sono:
Anastrofiangosciosa vita mia (v. 3); sospirando la distrugge Amore (v. 4); presta si mosse (v. 9).






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