Seguici su Instagram
Seguici su Twitter
Seguici su Pinterest

Alessandro Manzoni

(Milano 1785-1873)

Alessandro Manzoni - ritratto di Hayez, olio su tela, 1841
Alessandro Manzoni - scrittore e poeta

NASCITA

Alessandro Manzoni nasce Milano, il 7 marzo 1785, dal Conte Pietro Verri e Giulia Beccaria, figlia del famoso giurista del Settecento, Cesare Beccaria.

PERIODO STORICO

La vita di Alessandro Manzoni attraversa quasi tutto l’Ottocento e si colloca nel pieno della stagione romantico-risorgimentale, in un periodo storico contrassegnato da continui rivolgimenti e cambiamenti radicali, che mutano radicalmente il volto politico dell’Europa e dell’Italia:
a) le “repubbliche” filo-francesi costituite da Napoleone Bonaparte, per un breve periodo di tempo, si sostituiscono alle monarchie dei vari regni in cui era suddivisa l’Italia, dando vita a una prima forma di governo democratico e repubblicano. Per Manzoni, come per tanti della sua generazione, Napoleone viene visto come colui che esporta l’ideale di libertà degli stati;
b) Congresso di Vienna (1815): riunisce tutti i monarchi europei spodestati da Napoleone dai legittimi troni e determina  la restaurazione della monarchia assoluta;
c) moti di insurrezione nazionale (1820-21, 1830-31, 1848): una serie di moti insurrezionali si succedono rapidamente nel giro di cinquant’anni e portano definitivamente alla dissoluzione delle monarchie assolute e danno inizio al faticoso processo di unificazione nazionale.

AMBIENTE

Manzoni cresce in un ambiente familiare pervaso di cultura e ideologia illuministica:

Anche il fatto di vivere a Milano influenza positivamente la formazione di Manzoni. Milano, in un’Italia ancora divisa e culturalmente arretrata, è una città viva e moderna, in cui si sono ampiamente diffuse le idee illuministiche, ricca di fermenti culturali e centro di attrazione per molti artisti e intellettuali

STUDI E FREQUENTAZIONI

Dal 1791 al 1802 Alessandro Manzoni frequenta il collegio dei padri Somaschi a Merate e a Lugano, e poi dei padri Barnabiti a Milano, un’esperienza  che si rivela traumatica sia per le difficoltà di tipo materiali che psicologico, ma anche a causa dell’ottusa educazione ricevuta da insegnanti ritenuti da Manzoni moralisti e retrogradi.
Terminati gli studi liceali, Alessandro va a vivere con il padre, a Milano dove frequenta figure di intellettuali e scrittori, come Ugo Foscolo e Vincenzo Monti, che influiranno sulla sua produzione letteraria.
Alla morte di Carlo Imbonati, compagno della madre, Alessandro raggiunge quest’ultima a Parigi dove ha occasione di frequentare i salotti intellettuali parigini, stringendo alcune amicizie decisive per la sua formazione, in particolare con lo storico e critico letterario Claude Fauriel e con gli “ideologues”, intellettuali eredi degli illuministi settecenteschi.
Alla formazione culturale del giovane Manzoni contribuiscono sia le idee dell’Illuminismo che del Romanticismo.

CONVERSIONE

Nel 1807 ritornato in Italia per risolvere alcune questioni legate all’eredità lasciata da Carlo Imbonati alla madre, conosce Enrichetta Blondel, giovanissima figlia di un banchiere ginevrino protestante, che, sposa il 6 febbraio 1808 secondo il rito calvinista. Il matrimonio fu un’esperienza determinante, sia per il legame affettivo profondo che lo legò alla moglie, sia per l’influenza che questa, calvinista fervente, esercita su di lui, facendolo  avvicinare alla fede cattolica.
La conversione di Enrichetta al cattolicesimo, nel 1810, spinge Manzoni a riflettere e dopo una fase di travaglio interiore giunge ad un ritorno alla religione cattolica nella quale era stato educato, ma che aveva abbandonato a contatto con le idee illuministiche.

LA PRODUZIONE LETTERARIA

Con la moglie Enrichetta e la madre, Alessandro Manzoni si stabilisce definitivamente a Milano, dove inizia una nuova fase poetica e artistica.
Dopo una fase poetica, in cui compone liriche di ispirazione religiosa, come “Gli inni sacri”, o civile, come “5 Maggio” e “Marzo 1821”, e drammaturgica, con le tragedie: “Adelchi” e il “Conte di Carmagnola”, Manzoni intraprende la strada del romanzo, componendo il suo capolavoro: “I Promessi Sposi”.
Scrive anche saggi dedicati in particolar modo alla riflessione teorica sul problema della lingua italiana.

LUTTI

Nel 1833 muore l’amata moglie Enrichetta. Dopo la moglie vede morire molte delle persone a cui è legato, la madre e sei dei suoi otto figli, il genero, e tanti amici.

MORTE

Nel 1837 si risposò con una vedova  Teresa Borri.
Riesce ad assistere all’unità d’Italia e nel 1861, su proposta del Cavour, viene nominato da Vittorio Emanuele II Senatore del Regno. Muore a Milano il 21 maggio 1873, perun trauma cranico a seguito di una caduta. Viene sepolto nel cimitero monumentale di Milano.

OPERE

↑ up