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Trionfo di Bacco e Arianna

(Canti carnascialeschi)

Lorenzo de’ Medici

· Pubblicato · Aggiornato ·
Bacco e Arianna, dipinto di Tiziano, 1520-1523
Bacco e Arianna, dipinto di Tiziano, 1520-1523

TESTO

PARAFRASI


[1]Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

 


[1] Quanto è bella la giovinezza che però fugge via di continuo, senza posa (tuttavia)!
Chi vuole divertirsi (esser lieto) lo faccia [senza indugiare]: perché non si può sapere cosa ci riserva il futuro (doman).


[5]     Quest’è Bacco e Arianna,
belli, e l’un dell’altro ardenti:
perché ’l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.


[5] Bacco[1] e Arianna [2](Arianna abbandonata da Teseo si unì a Bacco[3]), belli e innamorati (ardenti) l’uno dell’altro, poiché il tempo fugge e tradisce (inganna) stanno felici sempre insieme.
Queste ninfe (le Baccanti) e gli altri (altre genti = gli altri personaggi della mitologia che sono nel corteo) sono sempre (tuttavia) allegri.
Chi vuole divertirsi lo faccia: perché non si può sapere cosa ci riserva il futuro.


[13] Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c’è certezza.


[13] Questi allegri satiretti[4], innamorati delle Ninfe, per caverne e boschi, hanno loro teso innumerevoli (cento) insidie (agguati); ora riscaldati dal vino (da Bacco) ballono e saltano (ballon, salton – la desinenza in –ono era molto usata dagli antichi scrittori fiorentini) sempre.
Chi vuole divertirsi lo faccia: perché non si può sapere cosa ci riserva il futuro.


[21] Queste ninfe anche hanno caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo
se non gente rozze e ingrate:
ora, insieme mescolate,
suonon, canton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.


[21] Le Ninfe sono anch’esse contente (hanno caro) di essere ingannate dai Satiri: soltanto le persone rozze e sgradevoli (ingrate) possono opporsi ad Amore: ora, mescolati insieme, suonano e cantano sempre.
Chi vuole divertirsi lo faccia: perché non si può sapere cosa ci riserva il futuro.


[29] Questa soma, che vien drieto
sopra l’asino, è Sileno:
così vecchio, è ebbro e lieto,
già di carne e d’anni pieno;
se non può star ritto, almeno
ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.


[29] Questo peso (soma = mole carnosa) che sta sopra l’asino è Sileno[5]: nonostante sia così vecchio è ubriaco e felice, pieno di grasso (carne) e anni; se non può stare dritto [perché è ubriaco], almeno ride e gode sempre.
Chi vuole divertirsi lo faccia: perché non si può sapere cosa ci riserva il futuro.


[37]      Mida vien drieto a costoro:
ciò che tocca oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s’altri poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.


[37] Mida[6]viene subito dopo costoro: ciò che tocca diventa oro. E a che serve avere ricchezze (aver tesoro) se poi uno (altri) non si accontenta [di quello che ha]?
Che piacere (dolcezza) vuoi che provi (senta) chi continua ad avere sete [a desiderare qualcosa]?
Chi vuole divertirsi lo faccia: perché non si può sapere cosa ci riserva il futuro.


[45] Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siam, giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine e maschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.


[45] Ognuno apra bene gli occhi, del domani [di gioie che pensa di provare in futuro] nessuno si nutra (paschi); oggi siamo, giovani e vecchi, maschi e femmine, ognuno lieto; ogni pensiero triste sia lasciato cadere (caschi): facciamo sempre festa.
Chi vuole divertirsi lo faccia: perché non si può sapere cosa ci riserva il futuro.


[53] Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò c’ha a esser, convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.


[53] Donne e giovani amanti, viva Bacco e viva l’Amore!
Ognuno suoni, balli e canti!
Il cuore si scaldi (arda) di dolcezza!
Nessuno pensi alle fatiche e ai dolori!
Ciò che è destino che sia così (c’ha a esser), conviene che sia così (convien sia). Chi vuole divertirsi lo faccia: perché non si può sapere cosa ci riserva il futuro.

NOTE

[1] Bacco = Dio del vino e dell’ebrezza.

[2] Arianna = figlia di Minosse di Creta.

[3] Vedi Baccanti di Euripide = Arianna aveva aiutato, per amore, Teseo ad uccidere il Minotauro, ma era poi stata da lui abbandonata sull’isola di Nasso dove era stata trovata e consolata da Bacco.

[4] Satiri = divinità agresti, esseri umani ma con zampe, corna e coda caprini, simbolo di dissolutezza e vizio.

[5] Sileno = il precettore di Bacco, uno dei satiri.

[6] Mida = Re della Frigia che ottenne da Bacco il potere di trasformare in oro tutto ciò che toccava, ma dato che in questo modo diventava d’oro anche il cibo, dovette chiedere a Bacco di togliergli questo potere per non morire di fame. In questo contesto è simbolo di cupidigia.

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