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Parafrasi e analisi della poesia
Natale

(L’allegria)

Giuseppe Ungaretti

· Pubblicato ·
Particolare dipinto Bruegel il trionfo della morte
Particolare dipinto Tasche: Passeggio sulla Ringstrasse (1908)

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Il desiderio di pace in Ungaretti

A Natale del 1916 Ungaretti si trova a Napoli, in temporanea licenza dal fronte, ospite in casa di amici.  Il poeta è stanco delle atrocità della guerra ed in questo breve periodo di tregua si abbandona alla calda serenità protettiva delle mura domestiche, rifiutandosi di uscire in mezzo alla folla.


TESTO

PARAFRASI

[1] Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

[1] Non ho voglia immergermi (tuffarmi) in un intrico di strade (gomitolo di strademetafora - nel groviglio delle vie piene di gente -  sono i vicoli intricati di Napoli).

[5] Ho tanta
Stanchezza
sulle spalle

[5] Ho (Ho si contrappone al non ho del verso 1) molta stanchezza addosso (sulle spalle - il poeta è stanco sia fisicamente che psicologicamente).

[8] Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

[8] Lasciatemi così come un oggetto appoggiato (cosa posata – inanimato e passivo, come una cosa posata, così da essere immune al dolore – parole-chiave connesse da una forte allitterazione in osa) e dimenticato in un angolo (angolo – quasi rima con gomitolo v.3).

[15] Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

[15] Qui (Qui – si riferisce alla casa vista come rifugio e si contrappone  ad un “là” della guerra e della trincea) si percepisce soltanto (non si sente altro che) il caldo protettivo, confortevole (il caldo buono – si contrappone al freddo cattivo della trincea).

[19] Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

    Napoli il 26 dicembre 1916

[19] Rimango (Sto – verbo che sottolinea la provvisorietà della condizione del poeta) [accanto al calore del camino] con le quattro evoluzioni del fumo (capriole di fumo - metafora) del focolare.



Riassunto

Il poeta, fisicamente e psicologicamente provato dalla guerra, non desidera il contatto con la gente che affolla i vicoli della città nei giorni delle feste natalizie. Egli preferisce godere di un momento di quiete e rimanere passivo come un oggetto abbandonato al caldo della casa che lo accoglie, davanti ai giochi di fumo del fuoco rassicurante del camino.

Analisi del testo della poesia

Il Natale raccontato da Ungaretti è un Natale di guerra; l’angoscia e l’ansia della trincea, anche se non richiamate espressamente nel testo, sono presenti e tangibili come sottofondo. Segnato dall’esperienza della trincea il poeta non può più riassaporare la banale normalità dell’esistenza quotidiana ed il suo Natale diventa un momento di raccoglimento e di chiusura al mondo per cercare di riprendersi dalla stanchezza della vita.
L’immagine del focolare domestico assolve la funzione di creare una sorta di intimo e rassicurante rifugio per il poeta-soldato in cui dimenticare i pericoli dell’esterno ed essere dimenticato.
Domina il sentimento della sofferenza da cui deriva per il poeta una infinita stanchezza e fatica di vivere che rende difficile anche il relazionarsi con il mondo esterno, con gli altri uomini.


L’ALLEGRIA

La raccolta L’Allegria, inizialmente intitolata L'Allegria di Naufragi, raccoglie la produzione poetica ungarettiana della giovinezza, liriche di carattere biografico che rappresentano una sorta di diario in cui il poeta racconta la sua vita interiore vissuta attraverso l’esperienza della guerra di trincea. La scelta del titolo rimanda alla volontà di voler ricominciare, superando le tragiche esperienze vissute e ritrovando momenti autentici (puri e innocenti) e in armonia con la realtà.


Titolo

Il titolo, come in tutti gli altri componimenti della raccolta L’Allegria, rappresenta una parte fondamentale della poesia e ne definisce da subito l’ambientazione.


Luogo e data

Anche l’indicazione di luogo e data è caratteristica dei testi de L’Allegria e come per il titolo rappresenta un elemento fondamentale per interpretare il componimento.
Da notare come le due parole: NATALE e NAPOLI sono accomunate e collegate dalla comune sillaba iniziale (NA) e dalla penultima lettera (L).


Uso della prima persona singolare

L’uso della prima persona singolare dei verbi (ho, v.1; ho, v.5 e sto, v.19) e del pronome mi (vv.2 e 8) sottolinea che ciò che viene raccontato nella poesia rappresenta una situazione concreta e reale vissuta dallo stesso Ungaretti.


Analisi metrica

Cinque strofe di diversa lunghezza di versi liberi (rispettivamente di 4, 3, 7, 4 e 5).
Mancano, come in tutti i componimenti della raccolta L’Allegria, nessi sintattici complessi e punteggiatura. Ogni strofa inizia con la lettera maiuscola che di fatto assume in tal modo la funzione di punteggiatura.
L’unità logica dei versi è rotta dalla loro frammentazione. I versi brevi e spezzati, alcuni costituiti solo da una sola parola (parola-verso) o da una parola accompagnata da preposizioni e articoli, conferiscono al componimento un ritmo lento e singhiozzante che trasmette, in armonia con il contenuto della poesia, il senso di stanchezza ed il bisogno di tregua e pace del poeta.


Artifici retorici

Il testo ha una sola rima: posata / dimenticata (vv.11-14), ma il poeta crea legami di suono e significato attraverso l’uso di assonanze e allitterazioni.
Assonanze:

  • ricorre nel testo l’assonanza in a e e, riscontrabile già nel titolo (Natale) e in diversi versi, strade / spalle / focolare (vv.4, 7 e 23);
  • ed in a e o, altro / caldo / quattro (vv.17, 18 e 20).

Allitterazioni: tuffarmi / in un gomitolo (vv.2-3); strade / stanchezza (vv.4 e 6); tanta / stanchezza (vv.5-6); sulle spalle (v.7); co/ come una / cosa (vv.8-9-10); cosa / posata (vv.10-11); di fumo / del focolare (vv.22-23).








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