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Parafrasi e analisi della poesia
Ride la gazza, nera sugli aranci

(Ed è subito sera, Nuove poesie)

Salvatore Quasimodo

· Pubblicato ·
Particolare dipinto di Pellizza da Volpedo dal titolo Paesaggio
Particolare dipinto di Monet dal titolo La gazza

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Questa lirica è datata 1938 e fa parte della sezione Nuove poesie della raccolta Ed è subito serache appartiene alla fase di massimo ermetismo di Quasimodo.

 


TESTO

PARAFRASI

[1] Forse è un segno vero della vita: 
intorno a me fanciulli con leggeri 
moti del capo danzano in un gioco 
di cadenze e di voci lungo il prato
della chiesa. Pietà della sera, ombre 
riaccese sopra l'erba così verde
bellissime nel fuoco della luna! 
Memoria vi concede breve sonno; 
ora, destatevi. Ecco, scroscia il pozzo 
per la prima marea. Questa è l'ora: 
non più mia, arsi, remoti simulacri
E tu vento del sud forte di zàgare
spingi la luna dove nudi dormono 
fanciulli, forza il puledro sui campi 
umidi d'orme di cavalle, apri 
il mare, alza le nuvole dagli alberi: 
già l'airone s'avanza verso l'acqua 
e fiuta lento il fango tra le spine, 
ride la gazza, nera sugli aranci.

[1] Forse [questo ricordo] è un segno vero della vita: intorno a me fanciulli danzano facendo piccoli (leggeri ) movimenti della testa (del capo) in un gioco di ritmi (cadenze) e di voci sul prato (lungo il prato) vicino alla chiesa. L’atmosfera della sera (Pietà della sera - personificazione) [fa tornare in vita], fantasmi (ombre) riapparsi (riaccese) sopra l’erba di un verde acceso (così verde), bellissimi nella luce rossastra (nel fuoco) della luna! [La] memoria vi consente (concede) un breve sonno; ora svegliatevi (destatevi).
Ecco il pozzo ribolle (scroscia) a causa (per la) della marea che inizia (prima). Questa è l’ora [della vostra ricomparsa]: [un’ora] non più mia [che non appartiene più a me], [o] fantasmi (simulacri) bruciati (arsi – bruciati dal tempo) e lontani (remoti - irrecuperabili).
E tu vento che soffi da Sud (vento del sud) dal profumo di zagare (forte di zàgare – la zagara è il fiore d’arancio), sposta (spingi) la luna dove [i] fanciulli dormono nudi (anastrofe), porta (forza) il puledro sui campi umidi di impronte di cavalle, agita (apri ) il mare, trascina lontano (alza) le nuvole dagli alberi: l’airone già si avvicina (s'avanza) all’acqua e annusa (fiuta) lentamente (lento) il fango fra le spine [cercando la preda], la gazza nera fa il suo verso (ride) sugli aranci.
Mi furono (mi fu – si riferisce a due soggetti) sempre cari questo colle solitario (ermo) e questa siepe, che esclude  la vista (il guardo esclude) dell’estremo (ultimo) orizzonte per grande (tanta) parte.



Riassunto

Il ricordo della propria terra e dell’infanzia è così nitido che sembra che si svolga realmente in qual momento davanti al poeta. La sera favorisce il ritorno dei ricordi che risplendono come ombre sopra il verde del prato rischiarato dalla luce della luna. La memoria che si è concessa una breve pausa ora si risveglia per fare rivivere i ricordi nella loro integrità. E così al poeta sembra di ascoltare il rumore, una volta familiare, dell’acqua nel pozzo che sale per effetto della marea. Questa è l’ora dei ricordi a cui si accompagna successivamente la coscienza che quell’ora non può essere integralmente posseduta in quanto è solo un simulacro del vero. Il poeta invita il vento a stravolgere il calmo paesaggio notturno dal quale ha evocato i propri ricordi e torna alla realtà dove l’airone nell’acqua cerca tra la vegetazione e la gazza nera emette il suo verso  sull’albero di arance.

 

Tematiche

Emergono alcuni temi tipici della poesia di Quasimodo:

  • Il ricordo nostalgico della terra natale (la sicilia).
  • Insistenza descrittiva su elementi del tempo e della natura.
  • La fusione soggetto-natura.


Analisi del testo della poesia

Gli elementi portanti di questa poesia sono:

  • La memoria;
  • La Sicilia.

Il poeta all’imbrunire ricorda cose e fatti lontani, soffermandosi su alcune immagini del paesaggio della sua terra d’origine, la Sicilia, e dei suoi ricordi d’infanzia. La descrizione risulta, sia per le espressioni utilizzate, sia per il lessico, rarefatta, onirica come se egli stesse raccontando un mito classico.
I ricordi che emergono sono talmente vividi che per un attimo appaiono come vera realtà (Forse è un segno vero della vita). Ma è solo un attimo dopo di che la consapevolezza che persone ed eventi sono solo arsi remoti simulacri tinge di sofferta nostalgia, per tutto ciò che non potrà più ritornare, la conclusione della poesia.



Titolo

Ride la gazza nera sugli aranci, viene ripreso dall’ultimo verso della lirica, si tratta di un endecasillabo e secondo una frequente consuetudine in Quasimodo, viene scelto come titolo per la sua musicalità.


Analisi metrica

Endecasillabi sciolti. La poesia ha un ritmo musicale e avvolgente in un’alternanza di passato e presente e di ricordo e realtà.
Il lessico rimanda ad una atmosfera mitica, attraverso l’uso di termini di origine classica come: danzano, pietà, simulacri, zàgare.
Anche le immagini particolarmente suggestive, come: l’invocazione al vento (E tu vento del sud), l’aprirsi del mare (apri il mare), il dissolversi delle nuvole (alza le nuvole), la gazza che ride (ride la gazza, nera sugli aranci), contribuiscono a creare un’ambientazione mitologica e rarefatta. Come in una favola vi sono fanciulli danzanti (immagini dell’antichità classica), ombre che si aggirano (ombre riaccese), vari animali (aironi,cavalli e gazze)  e piante che diffondono il loro gradevole profumo (zagare).
Il poeta mitizza la propria terra lontana che rappresenta come un paradiso perduto.





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