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Riassunto e analisi del testo
Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez

Operette morali XVI

Giacomo Leopardi

· Pubblicato ·
Ritratto di Cristoforo Colombo - dipinto di Ridolfo del Ghirlandaio
Ritratto di Colombo di Ridolfo del Ghirlandaio 1520

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RIASSUNTO

Cristoforo Colombo sta discorrendo  con il suo vice, Pietro Gutierrez mentre stanno navigando in alto mare. La navigazione procede da molto tempo senza che si riesca a vedere ancora segni di terra e tra i marinai serpeggia la sfiducia e il malcontento.
GUTIERREZ
Gutierrez chiede a Colombo se si senta ancora così sicuro di poter trovare la terra o se stia cominciando a sorgergli qualche dubbio.
COLOMBO
Colombo sottolinea che nonostante fossero tante e persuasive le supposizioni sulle quali ha fondato l’impresa, il procedimento di formulare ipotesi su ciò che non si conosce, sull’ignoto, in base alle conoscenze del già noto, risulta sempre arbitrario e quindi soggetto ad errore. Cristoforo Colombo precisa che i dubbi che egli prova non sono solo riguardo alla sua ipotesi di poter trovare delle terre ma vanno estesi alla impossibilità e illogicità di poter dedurre logicamente l’ignoto dall’esperienza. Così i dubbi si moltiplicano e si dilatano prendendo in considerazione realtà diverse aperte a varie considerazioni: che anziché la terra non venga trovato qualche altro elemento sconosciuto; che magari questo nuovo elemento renda la zona inabitabile; che anche se abitabile fosse abitato non da “creature razionali” ma da “altro genere di animali intellettivi”; che anche se si trattasse di uomini non fossero molto diversi, più grandi e possenti od anche più civili e colti. Emerge da queste considerazioni di Colombo che le cose sconosciute possono avere mille forme. Colombo dichiara di aver fede nella ragione ma il potere della ragione è limitato e non è infallibile, dato che a volte le conclusioni ricavate da argomentazioni logiche vengono smentite dall’esperienza.
GUTIERREZ
Gutierrez esprime un velato rimprovero nei confronti di Colombo che solo sulla base di mere supposizioni  ha posto a repentaglio la vita sua e dei suoi uomini.
COLOMBO
Colombo introduce il tema della noia. Colombo argomentando che dato il fatto che comunque gli uomini pongono la loro vita in pericolo sempre, anche per cose di piccolissimo conto, almeno vivere questo stato di incertezza e rischio in mezzo alla distesa del mare, coinvolti in questa avventura, contribuisce ad evitare lo stato di noia prodotto dall’insensatezza della vita.
La loro attuale condizione di pericolo e incertezza è tutt’altro che negativa perché rende cara la vita  e riempie di senso ciò che prima era dominato dalla noia. Tanto più si mette a repentaglio la propria vita tanto più la si ama. Queste imprese nobili fanno sfuggire dall’insensatezza della vita. Ogni cosa, anche la più piccola, appare unica e preziosa.
Nella parte conclusiva del dialogo l’incertezza scompare per fare posto ad una timida speranza.
I segni della natura che all’inizio si erano rivelati illusori sembrano adesso rivelare una concreta e positiva realizzazione delle aspettative.
Nell’imminenza della scoperta la narrazione si interrompe lasciando in sospeso lo svelamento della realtà dei fatti.


ANALISI

Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez” è stato scritto da Giacomo Leopardi ad ottobre del 1824.
Il dialogo avviene durante il viaggio dell’esploratore Colombo verso terre sconosciute. Cristoforo Colombo si interroga sugli obiettivi dell’impresa. A Pietro Gutierrez, gentiluomo di camera di Ferdinando il Cattolico e vice di Cristoforo Colombo nella prima spedizione navale, è affidato il compito di sollecitare, attraverso domande e commenti, le riflessioni di Colombo. 
Motivo centrale dell’operetta: la tematica della noia ed il valore della vitalità (affidata al viaggio e all’avventura), come modo di fuggire la noia. Giacomo Leopardi evidenzia inoltre come la vita diventa più cara e acquista il giusto valore proprio quando è messa a repentaglio. Lo stato d’animo iniziale dei due protagonisti, Colombo e Gutierrez, caratterizzato da paura e incertezza, va gradualmente trasformandosi in una grande aspettativa di realizzazione.


FONTI

Tra le fonti di cui Leopardi si serve per documentarsi di primaria importanza è la Storia dell’America dello storico inglese William Robertson di cui si serve per elencare i segnali che preannunciano a Colombo la prossimità della terra.




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