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Torquato Tasso

(Sorrento, 1544 - Roma,1595)

Torquato Tasso - ritratto di Giovanni Pezzotta, olio su tela, 1864
Torquato Tasso - poeta, scrittore e drammaturgo

Torquato Tasso e la vita di Corte

Torquato Tasso nasce nel 1544 a Sorrento ma le origini della sua famiglia non sono campane, è figlio di cortigiani, il padre, Bernardo Tasso, di origine bergamasca, era un poeta di corte. Nascere e crescere in un ambiente di corte dà a Torquato Tasso sicuramente alcuni vantaggi e gli permette di:

L’infanzia di Torquato Tasso trascorre in un ambiente stimolante ma nello stesso tempo destabilizzante. Per seguire i suoi studi di filosofia e letteratura il giovane Tasso si trasferisce al Nord.
Nel 1565 diventa cortigiano a Ferrara, prima al servizio del cardinale Luigi d’Este e poi del Duca Alfonso II. Nell’ambiente di una corte elegante e colta Tasso trascorre il decennio più sereno e poeticamente produttivo della sua vita.
Tasso vive nell’epoca della controriforma ed in quel periodo anche la vita di corte comincia a risentire della pressione delle idee repressive della Chiesa; tanto più che il Ducato di Ferrara confina con lo Stato della Chiesa. Torquato Tasso risente particolarmente di quel clima oscurantista ed è insofferente alle rigide regole di comportamento imposte dalla vita di corte.

Internamento a Sant'Anna

All’età di trent’anni cominciano a manifestarsi in Torquato Tasso i segni di una malattia mentale in cui scrupoli religiosi e manie di persecuzione si fondono in un groviglio inestricabile. Il conflitto interiore della personalità del poeta Tasso, divisa tra le pulsioni sessuali e la forte religiosità, diventa progressivamente sempre più forte. Questa vita inquieta, fatta di turbamenti e angosce, lo porta verso la follia.
Nel 1577, Tasso viene rinchiuso da Alfonso II d’Este, protettore del poeta e con il quale i rapporti sono ottimi fino al 1975 per poi precipitare repentinamente, nell’ospedale di Sant’Anna a Ferrara. Ci rimane sette anni e nel 1586, quando viene liberato Torquato Tasso si allontana da Ferrara, ma la sua instabilità mentale permane. In quegli anni Torquato Tasso decide di fare una revisione della sua opera La Gerusalemme liberata, togliendo le parti amorose, opera che pubblica con il titolo La Gerusalemme conquistata, che non avrà successo. Dopo aver girovagato per l’Italia Tasso si stabilisce infine a Roma dove muore nel 1595.

Le opere

Torquato Tasso inizia a scrivere molto giovane, a tredici anni comincia a comporre il suo capolavoro, il grandioso poema epico-cavalleresco: La Gerusalemme Liberata, e proseguirà la sua attività letteraria intensamente fino alla fine dei suoi giorni. Il poema in venti canti narra le imprese, gli atti eroici e gli ostacoli che l'esercito cristiano affronta durante la Crociata, a cui si contrappongono le difese, le astuzie, gli inganni ed anche gli atti di valore dele forze pagane. Il protagonista è quindi l'esercito crociato capitanato da Goffredo di Buglione. La grande vicenda collettiva si esprime attraverso le intense esperienze individuali dei vari personaggi, spesso travagliati da incertezze e contraddizioni. Tasso sottopone questo poema eroico a continue, varie riscritture e numerose revisioni.
Scrive anche un dramma pastorale: Aminta, favola boschereccia scritta nel 1573. Tasso realizza, con quest’opera, una sorta di sintesi tra mondo cortigiano e genere pastorale. I personaggi richiamano esponenti della corte ferrarese e lo stesso Torquato Tasso e vi sono precisi riferimenti alla vita di corte ferrarese. La vicenda narrata si basa sull’amore pieno di dedizione di Aminta, un giovane pastore, per la bella e ritrosa Silvia, una ninfa.
Nel corso della sua vita Tasso compone una grande quantità di liriche, per le circostanze più diverse: le rime, che spaziano su una gamma tematica di insolita e prodigiosa varietà: liriche d’amore, l’encomio (elogio) politico, liriche di fervore religioso e di confessione autobiografica.
Da madrigali e sonetti emergono affascinanti immagini femminili, cariche di sensualità. Le liriche d’amore di Torquato Tasso sono dedicate alle donne che egli ha amato, Laura Peperara, figlia di un mercante, e Lucrezia Bendidio. Quest’ultima, bellissima giovane, giunge a Ferrara al seguito di Leonora D’Este, in qualità di damigella. Tasso s’invaghisce di lei subito, né cessa di amarla quando la ragazza sposa il conte Paolo Macchiavelli.
Numerosissime anche le liriche encomiastiche che si rifanno ai modelli classici di Pindaro e Orazio e prendono spunto da immagini emblematiche nelle quali sono ben riconoscibili le caratteristiche del signore o della famiglia che il poeta vuole osannare.
Le rime religiose vengono composte per la maggior parte nell'ultimo periodo di vita di Torquato Tasso, vi emerge la necessità del poeta di conforto ed egli appare come un devoto che vuole alleviare il proprio dolore attraverso la preghiera. Tasso è considerato il primo autore moderno, viene particolarmente apprezzato dai romantici poichè incarna il personaggio dell’artista che per via della sua sensibilità entra in conflitto con la società e con il mondo.

OPERE

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