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JACOPO DA LENTINI

(Lentini, 1210 circa – Lentini, 1260 circa)

Scuola Siciliana - bozzetto di Michele Rapisardi, olio su carta intelata, 1854
I primi poeti italiani alla corte di Federico II, dipinto di Michele Rapisardi

VITA

Jacopo, o Giacomo, nasce a Lentini, un piccolo borgo siciliano, intorno al 1210.
Come si desume dai documenti d’archivio datati 1233 e 1240, lavora come funzionario presso la Corte imperiale di Federico II in qualità di Notaio imperiale, da qui l’appellativo di Notaro che Dante gli attribuisce (Divina Commedia, Canto XXIV Purgatorio, 56).
E’ considerato l’iniziatore della Scuola poetica siciliana e figura preminente all’interno del gruppo, tanto che Dante lo sceglie a rappresentare i Siciliani (vedi Divina Commedia, Canto XXIV Purgatorio, 55-57).
Una trentina i componimenti che gli possono essere sicuramente attribuiti, tra canzoni, canzonette e sonetti. La forma metrica del sonetto (piccolo suono) si pensa sia una sua invenzione. Sonetto = 4 strofe: 2 quartine e 2 terzine.
Rivisita in lingua volgare i temi e le forme della poesia provenzale. Il tema principale è quello amoroso in cui si richiama alla tradizione cortese in cui l’amore è visto come:

La lingua utilizzata da Jacopo da Lentini, e dagli altri poeti siciliani, è il volgare italiano, che è essenzialmente un siciliano colto depurato da ogni componente dialettale.
Muore intorno al 1260.

OPERE

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