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Guido Guinizelli

(Bologna 1240 circa – Monselice 1276 circa)

vita e opere

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Guido Guinizelli, padre dello stilnovo, è il poeta che riattualizza la tradizione della lirica d’amore, sia sul piano delle tematiche, sia su quello delle scelte linguistiche. Esercita un profondo influsso sulla nuova generazione di rimatori in cui spiccano i fiorentini Cavalcanti e Dante che segneranno una svolta nella letteratura del Duecento.


 

GUINIZELLI: VITA

Guido di Guinizello di Magnano, noto come Guido Guinizelli o Guinizzelli, nasce a Bologna intorno al 1240. La famiglia non è di antico e potente lignaggio ma appartiene alla piccola nobiltà felsinea e vanta relazioni con importanti casati bolognesi.
Si conosce ben poco della biografia di Guinizelli, fu probabilmente un uomo di legge e giudice. Si sposa con Beatrice figlia di Gruamonte della Fratta, uno dei più potenti esponenti della aristocrazia bolognese.
Guinizelli prende parte attiva alla vita politica, schierandosi per la parte Ghibellina dei Lambertazzi, in lotta con i guelfi Geremei, e viene condannato all’esilio a Monselice, vicino a Padova, dove presumibilmente Guinizelli muore, intorno al 1276.

 

LA POETICA DI GUINIZELLI

Oltre che sulla vita di Guido Guinizelli anche riguardo la sua produzione letteraria non si hanno conoscenze certe, gli vengono attribuite 5 canzoni e quindici sonetti, oltre a due frammenti di canzoni. L’unico componimento databile con una buona approssimazione è il sonetto: “Chi vedesse a Lucia un var capuzzo” (ultimi mesi del 1268).
Guido Guinizelli inizia la sua attività di rimatore in stile guittoniano, riconosce infatti in Guittone d’Arezzo il suo maestro, come viene definito, dallo stesso Guinizzelli, al verso 11 del sonetto che il poeta gli dedica: "O caro padre meo, de vostra laude".
Tuttavia, dopo i primi tempi in cui la produzione poetica risulta ancora legata a moduli siciliani e guittoniani, Guinizelli muta sensibilità e si indirizza verso uno stile “dolce”, ma ricco di tensione intellettuale: lo stilnovo.

 

LO STILNOVO DI GUINIZELLI

Guido Guinizelli è considerato l’ideatore e l’iniziatore del "Dolce stil novo", l’anticipatore dello Stilnovismo, corrente letteraria fondamentale per la cultura italiana del XIII secolo; Dante lo considera suo Maestro e lo celebra come tale nel Canto XXVI (vv.88-132) del Purgatorio.
Lo stile “dolce” di Guido Guinizelli si inserisce nella disputa sulla nobiltà, questione sociale e politica di scottante attualità all’epoca di Guinizelli, che verte sulla natura e origine della nobiltà.
Guinizelli afferma che la nobiltà non si acquisisce per nascita ma per virtù personali e si identifica nella gentilezza.
L’argomentazione dottrinale di Guinizzelli afferma lo stretto legame tra Amore e gentilezza. Queste due qualità, amore e “cor gentil”, si uniscono ad alcune qualità naturali, determinate dalle influenze che i corpi celesti esercitano sul mondo terreno. In base a ciò l’amore è prerogativa solo di alcuni cuori “gentili” predestinati dagli influssi celesti. La nobiltà di sangue non comporta il dono del “cuor gentil” poiché chi non possiede autentiche qualità d’animo derivate dagli influssi celesti, anche se discende da famiglia nobile, non vi può aspirare.

 

LA POESIA MANIFESTO DELLO STILNOVO

Nella canzone "Al cor gentil rempaira sempre Amor" Guido Guinizelli traccia le linee essenziali di questa nuova poetica e questa celebre canzone rappresenta una sorta di "manifesto" dell’amore stilnovista.
Il poeta esprime la più alta espressione dell’amore attraverso la lode della donna amata.
Nelle sue rime emerge il “valore” della donna e lo stupore per il suo apparire. La donna quando si mostra spande intorno a sé luce e splendore che elimina ogni cattivo pensiero e diffonde una forza benefica. La donna si rivolge verso l’esterno attraverso lo sguardo e il saluto.

 

LO STIL NOVO: CARATTERISTICHE

Il Dolce Stil Novo è il nome dato da Dante alla corrente letteraria che nasce, ad opera di Guido Guinizelli a Bologna, alla fine del XIII secolo. E’ detto così per il poetare semplice con rime dolci e piane e per il suo allontanarsi da un eccessivo formalismo stilistico. Il nuovo movimento poetico si trasferisce poi in Toscana, a Firenze, dove trova i suoi massimi interpreti in Guido Cavalcanti e Dante giovane.
Lo Stilnovismo rappresenta una svolta significativa rispetto ai modi di fare poesia della "scuola siciliana" e dei suoi primi imitatori toscani. Tra gli elementi innovativi si possono citare:

  • superamento degli schematismi che avevano caratterizzato la rappresentazione dell’amore nei provenzali e nei siciliani;
  • approfondimento dell’analisi dei sentimenti che ispirano l’animo dell’innamorato.

Permangono anche elementi della lirica convenzionale, quali:

  • la concezione della donna come "angelo";
  • la nobiltà d’animo come condizione indispensabile per conoscere l’amore;
  • l’amore come estasi contemplativa o come angosciante tormento.

Lo stilnovismo rappresenta una fase fondamentale nella storia della poesia perché dà il via ad un processo di interiorizzazione dell’amore che sfocerà nella rivoluzione poetica di Francesco Petrarca.
Anche dal punto di vista stilistico il Dolce Stil Novo introduce importanti novità:

  • un lessico basato su termini scelti per la loro lievità;
  • una sintassi composta e armoniosa;
  • l’utilizzo di immagini figurate che sublimano una realtà che è ritenuta inadatta ad una poesia di alto livello.




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