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Giambattista Marino

(Napoli 1569 - 1625)

Giambattista Marino - ritratto di Frans Pourbus il Giovane, olio su tela, 1621
Giambattista Marino - poeta barocco

VITA

Giovan Battista Marino è il poeta più significativo dell’epoca barocca ed indiscusso caposcuola del barocco italiano. Nasce  a Napoli il 14 ottobre 1569. Abbandona presto gli studi di legge a cui lo aveva destinato il padre per dedicarsi esclusivamente alla poesia. Finisce varie volte in prigione per la sua irrequietezza e intemperanza.


Il soggiorno in Francia

Vive nelle maggiori città del centro e del nord Italia fino al 1615, quando si trasferisce in Francia, nazione che lo accoglie trionfalmente. Viene accolto dapprima alla corte di Maria de’ Medici e successivamente di Luigi XIII. A Parigi è considerato dagli italianisants (i cultori della lingua e della poesia italiana) il maggiore letterato vivente e gli viene assegnata una cospicua pensione che gli permette di vivere dedicandosi esclusivamente alla pubblicazione ed al perfezionamento delle sue opere, senza dover assumere alcun incarico pubblico.


Il ritorno a Napoli

Giovan Battista Marino torna a Napoli otto anni dopo, nel giugno 1623, carico di onori e come lui stesso afferma: “ricco come un asino”, ed ora nella sua città d’origine viene osannato come il maggior poeta dell’epoca. Muore a Napoli il 25 marzo 1625.


La produzione letteraria

E’ un poeta molto prolifico, la sua imponente produzione letteraria ha molto successo in Italia ed in Europa, durante la sua vita, meno nelle epoche successive in cui diviene superato per il prevalere del gusto antibarocco.
Tra le molte opere vanno ricordate:


Il Marinismo

Giovan Battista Marino nel ‘600 riscuote molto successo ed ispira un nuovo modo di poetare di tendenza barocca a cui dà il proprio nome: Marinismo.
Il marinismo si caratterizza per:

Cambia la considerazione dell’amore e della donna, non vi è più il racconto lirico di una storia d’amore ma solo l’osservazione di qualche dettaglio della figura femminile e dei particolari relativi alla realtà in cui la donna è immersa:

La ricerca esasperata dell’originalità finalizzata allo stupore viene perseguito attraverso l’uso della metafora ardita e continuata, perché questo strumento stilistico per Marino permette di creare relazioni sorprendenti tra le cose, mostrando che oggetti apparentemente diversissimi o lontanissimi fra loro, in realtà, da un qualche punto di vista, si somigliano (esempio: la metafora dei capelli-onde dorate e mare in tempesta, o l’ago della donna che cuce paragonata alla freccia d’amore).


OPERE

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