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Piet Mondrian

(Amersfoort, 1872 – New York, 1944)

Piet Mondrian - immagine fotografica
Piet Mondrian - amava il ballo, il jazz, il boogie e il ritmo di New York

VITA

Pieter Cornelis Mondriaan nasce nel 1872 ad Amersfoort, in Olanda, e muore nel 1944 a New York.
Inizia come pittore figurativo, per diventare in seguito sempre più astratto e va a far parte del movimento astrattista del neoplasticismo olandese.
Usa l’olio su tela e i formati delle tele o sono quadrati o rettangoli. Le composizioni sono di tipo geometrico. Crea dei reticolati con campature quadrate o rettangolari di diversa dimensione e colore. Nella prima fase le forme sono delineate da linee nette, verticali ed orizzontali, che si incontrano formando angoli retti.
Prima di arrivare a questi esiti Mondrian ha fatto un lungo percorso di studio, inizialmente dipingeva degli alberi e mano a mano evolve stilisticamente va sempre più verso l’astrazione. Abbandona ogni componente figurativa ed opta per una pittura astratta, fatta di elementi puri: un reticolato di linee nere che incrociandosi ad angolo retto formano quadrati e rettangoli, che riempie con i 3 colori primari (rosso, giallo e blu), a cui aggiunge il verde, il grigio, il nero e il bianco. Questi reticolati si estendono per tutta la superficie della tela e si percepiscono nella loro bidimensionalità. La composizione è sempre asimmetrica ma tende alla ricerca di equilibrio, razionalità ed armonia; quegli stati che Mondrian vorrebbe nella realtà. Scrive in un articolo: "Voglio arrivare il più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a raggiungere l'essenza delle cose". L'opera d'arte deve mirare all'essenziale, alla purezza assoluta. 
Nel 1917 fonda in Olanda,  la rivista “The stijl” (Lo Stile), insieme a Theo van Doesburg, rivista di riferimento nel movimento olandese del neoplasticismo.
Teorizza una pittura che "risponda a un comune bisogno di certezza, di chiarezza e di ordine" e che sia "un'espressione non soggettiva, ma valida per tutti". Mondrian afferma: « Dietro la mutevole forma naturale c'è sempre l'immutabile realtà pura »
L’arte deve esprimere armonia e rigore da opporre al disordine del mondo. L’arte deve essere il riflesso dell’universale, dell’assoluto e non dell’individuale e del particolare. Per raggiungere tale scopo è necessario escludere la rappresentazione del mondo reale, bisogna ripulire il linguaggio classico, non c’è più spazio per i sentimenti e le emozioni.
Nel 1940, per sfuggire alla guerra che sta per sconvolgere l'Europa, si trasferisce negli Stati Uniti.
Il suo stile si rinnova e si adegua all'atmosfera  vivace  della grande mela. Appassionato di musica jazz e abile ballerino, frequenta un club per jazzisti, il Minton's Playhouse, ed il ritmo della musica entra nelle sue tele.
In un dipinto come "Broadway boggie-woogie", la musica è protagonista, fin dal titolo. E’ una pittura diversa, capace di rappresentare tutta l'esuberanza e l'animazione della New York di quegli anni.
Muore nel 1944 per una polmonite.

OPERE

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