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Giove e Io

Antonio Allegri, detto Correggio

(Olio su tela, 1532-33, 163,5x70,5 cm.)

· Aggiornato ·
Giove e Io, dipinto del Correggio
Giove e Io: opera custodita nelKunsthistorisches Museum di Vienna

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ANALISI DIPINTO

Il dipinto Giove e Io del pittore Antonio Allegri detto Correggio è una tela di carattere mitologico riguardante la storia d’amore tra Giove e la ninfa Io, figlia di Inaco re di Argo.
Secondo il mito Giove (Zeus) assumeva forme inconsuete per congiungersi con le sue amanti. In questo quadro Giove, innamorato della ninfa Io, giovane sacerdotessa di Giunone (Era), la seduce e si accoppia con lei sotto forma di nube, stratagemma utilizzato per sfuggire alla vista della gelosa moglie Giunone. L’episodio fa parte dei racconti mitologici narrati da Ovidio nelle sue Metamorfosi.


 

AMORI DI GIOVE

Il dipinto fa parte di una serie di tele basate sulle storie degli “Amori di Giove” (Leda e il cigno, Danae e la pioggia dorata, Ganimede rapito dall’aquila, Io e la nuvola) che erano state commissionate a Correggio da Federico II Gonzaga per le stanze di Palazzo Te, probabilmente per abbellire il suo studiolo e successivamente vennero donate all’imperatore Carlo V d’Asburgo.


 

SCELTA MANIERISTA

Emerge già la scelta manierista, sia per il soggetto di carattere erotico, sensuale e profano, sia per la scena bizzarra, irreale ed anche per lo stile pittorico:

  • La tela ha un formato verticale;
  • La scena si svolge in primo piano;
  • Manca qualsiasi accenno di prospettiva.

Prevalgono nel complesso tinte fredde, in particolare la nube ha riflessi ora più chiari, ora più scuri come la pietra opale.
E’ un’opera molto  sensuale dallo stile raffinato ed elegante.

 

LA NUBE DALLE SEMBIANZE ANTROPOMORFE

Giove e Io - dipinto di Correggio - particolare delle sembianze antropomorfe della nube
particolare sembianze
antropomorfe della nube

La parte superiore della tela è riempita con una densa nube mentre nella parte inferiore raffigura Io, rapita dai sensi, adagiata su un lenzuolo candido.
Io viene abbracciata da Giove che ha assunto le forme di una nube dal colore cangiante dal viola al grigio in cui si scorgono vaghe sembianze antropomorfe, c’è un accenno di un giovane viso di ragazzo e di braccio.
Lo spettatore vede di schiena il nudo perlaceo della ninfa, pettinata in modo nunziale e dalle forme prosperose con un andamento a spirale. Il volto di Io esprime passione, coinvolgimento amoroso.

 

AMBIENTAZIONE

Giove e Io - dipinto di Correggio - particolare del viso della ninfa Io
particolare del
viso della ninfa Io

La scena della seduzione è ambientata in un bosco ombroso con un’illuminazione rarefatta, c’è un contrasto tra l’incarnato dorato e caldo con il bianco ottico con sfumature grigie del panno su cui Io siede, sapientemente drappeggiato.
L’atmosfera è misteriosa e trasmette languida sensualità.
Il grande vaso in primo piano, dal quale sgorga l’acqua limpidissima di un ruscello, allude al padre di Io, il fiume Inaco.




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