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Lorenzo Lotto

(Venezia, 1480 ca. – Loreto, 1556)

vita e opere

· Aggiornato ·
presunto autoritratto di Lorenzo Lotto
Lorenzo Lotto - amava rebus, enigmi e giochi di parole - presunto autoritratto

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L’arte di Lorenzo Lotto non ha successo a Venezia, sua città d’origine, perché contrasta con il gusto ufficiale dell’epoca, che rispecchia Tiziano e Giorgione, ciò fa di Lotto un artista isolato, costretto a vagare per varie regioni d’Italia per esprimersi artisticamente. Le tappe della sua carriera artistica sono state: Veneto, Lombardia e Marche.

 


 

VITA DI UN ARTISTA INQUIETO

Lorenzo Lotto nasce intorno al 1480.
Lotto fin da giovane si distingue per la personalità inquieta ed autonoma, sempre controcorrente nell’ambiente veneziano dove i modelli in voga sono Giorgione e Tiziano; viene catalogato fra gli artisti eccentrici del Cinquecento. Il risultato è che per tutta la vita Lorenzo Lotto sarà un emarginato.

 

APPRENDISTATO E FORMAZIONE ARTISTICA

Il pittore compie il suo apprendistato artistico a Venezia, probabilmente presso la bottega del pittore muranese Alvise Vivarini ed i suoi punti di riferimento sono:

  • un altro pittore veneziano, del passato, Giovanni Bellini,
  • Antonello da Messina, per il tramite di Alvise Vivarini,
  • il tedesco Albrecht Dürer, di cui si avverte la presenza nella città lagunare, sia attraverso alcune sue opere, soprattutto incisioni, sia perchè vi si reca in diverse occasioni.

Il carattere inquieto e solitario dell'artista ed il fatto che a Venezia non lo fanno lavorare costringono Lorenzo Lotto a viaggiare per anni, vagando tra Roma, Bergamo e le Marche. E’ un artista informato e attento a tutto ciò che vede nel suo vagare nelle varie regioni in cui vive. Anche in campo religioso la posizione di Lorenzo Lotto è singolare e certamente non ortodossa, rifugge dai grandi problemi per affidarsi alla fede dei semplici della devozione popolaresca. Cerca la verità non nelle dispute dei dotti ma nel sentimento degli umili.

 

STILE: ORIGINALITA’ DI LORENZO LOTTO

Lorenzo Lotto è un artista eccentrico che risente di influssi manieristici ma non si adegua alle tendenze artistiche dominanti.
L'artista Lotto si distacca dalla pittura tonale, usa un disegno nitido e preciso, non fa la fusione atmosferica delle forme. La luce dei dipinti di Lorenzo Lotto non è una luce vibrante, atmosferica ma è una luce trasparente, nitida che mette in evidenza forme e volumi e che serve per una minuziosa indagine della realtà. Il taglio prospettico, i bagliori di luce chiara e diurna lo pongono agli antipodi dei modelli contemporanei in cui prevalgono la morbidezza e la fusione coloristica.
Nel 1509 il pittore va a Roma, chiamato da papa Giulio II, dove collabora con Raffaello alle Stanze Vaticane e ne assimila lo stile. Qui Lotto aggiorna il suo linguaggio tenendo conto delle novità linguistiche della maniera moderna. Successivamente l’artista elabora uno stile suo personale, un linguaggio originale, ricco di allusioni, simbologie, significati nascosti e di giochi visivi. I suoi quadri sono pieni di inquietudine, insofferenza per le norme e malinconia. Lorenzo Lotto può essere definito protomanierista parchè, pur non essendo un manierista puro reagisce anch’egli, a modo suo, all’idealismo classicheggiante dell’epoca.

 

POLIEDRICITA’ DELLE OPERE

Pittore poliedrico, la produzione artistica di Lorenzo Lotto spazia dagli olii su tela e su tavola di tematiche religiose, ai ritratti, fino alle opere lignee come lo straordinario Coro ligneo della Basilica di Santa Maria Maggiore di Bergamo.
Lotto affronta i temi tradizionali, sia nei dipinti sacri che nei ritratti, con un’interpretazione dimessa, quotidiana e quasi realistica, ne sono un esempio: la Pala Martinengo e la Madonna di San Bernardino.
La stessa semplicità è riscontrabile negli affreschi con Storie di Santa Chiara e Santa Barbara nell’oratorio Suardi e Trescore, nel bergamasco, dove numerosi sono i riferimenti alla pittura votiva popolare e la composizione risulta decisamente originale.
Anche nell’ Annunciazione di Recanati domina l’aspetto quotidiano e intimo, con la scena ambientata in un interno domestico in cui la vergine dall’aspetto semplice si volge verso lo spettatore con espressione stupita.
Di Lorenzo Lotto restano anche numerosi ritratti. I ritratti di Lotto possono essere considerati come i primi ritratti psicologici. Non sono ritratti di imperatori o di papi, ma di gente della piccola nobiltà o della borghesia, o di artisti, letterati ed ecclesiastici. La descrizione fisionomica non è particolarmente minuziosa e precisa perché all’artista Lotto interessa cogliere il personaggio com’è in quel momento nel rapportarsi con chi lo osserva. Lotto non mostra il personaggio per quello che rappresenta nella società, ma per come è fatto dentro, mostrando i motivi della sua malinconia, o fede, o serietà, o simpatia. Nei dipinti di Lotto gli elementi descrittivi perdono rilevanza e diventa dominante invece la ricerca della personalità caratteriale e intellettuale del soggetto di cui vengono messi in evidenza difetti e debolezze. La bellezza che trapela dalla figura ritratta non è un bello naturale, né un bello spirituale o morale ma un bello interiore che traspare da uno sguardo, o da un sorriso o dalla posa.



 

LA MORTE IN POVERTA’

Lorenzo Lotto non ebbe mai fortuna in vita e per anni venne sottovalutato. Negli ultimi anni della sua esistenza, Lorenzo Lotto anziché chiedere compensi in denaro, si riduce a barattare i suoi dipinti con cibo e vestiario.

Decide di restare e vivere nelle Marche, a Loreto in provincia di Ancona, e viene ospitato in un santuario (Santa Casa di Loreto) dove prende i voti “minori” come oblato e qui Lorenzo Lotto muore nel 1556, in povertà.




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