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Umberto Boccioni

(Reggio Calabria, 1882 – Sorte, Verona, 1916)

vita e opere

· Aggiornato ·
autoritratto di Umberto Boccioni del 1905
Umberto Boccioni - futurista ed inventore del dinamismo plastico - autoritratto 1905-1906

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Umberto Boccioni, scultore, pittore e scrittore, esordisce nell’ambito del Divisionismo. A Parigi entra in contatto con le poetiche del Neoimpressionismo e del Simbolismo ma è l’incontro con Marinetti nel 1910  che determina la svolta artistica, orientandolo decisamente verso il Futurismo, di cui Boccioni rappresenta uno dei principali esponenti.

 


 

VITA DI UMBERTO BOCCIONI

Umberto Boccioni nasce a Reggio Calabria nel 1882, ma le origini della sua famiglia sono romagnole. Si forma artisticamente a Roma, dove conosce Giacomo Balla che lo introduce al divisionismo e Gino Severini. Scopre le innumerevoli potenzialità del colore che viene trattato dividendo le campiture nei loro componenti cromatici attraverso tanti filamenti.
Boccioni viaggia molto, in Francia, a Parigi, e in Russia, a Mosca e San Pietroburgo.
Nel 1907 l’artista si trasferisce definitivamente a Milano (patria del divisionismo). Dipinge diversi ritratti e lavora anche creando illustrazioni pubblicitarie.


 

INFLUENZE SIMBOLISTE

Boccioni viene influenzato dal simbolismo attraverso la frequentazione di Gaetano Previati, di cui Boccioni già conosceva la famosa opera Tecnica della pittura. Con Previati condivide il concetto che l’aspetto contenutistico del quadro non possa essere scisso dalla resa formale.


 

ADESIONE AL FUTURISMO

Dal 1910 conosce Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del movimento futurista. Umberto Boccioni con Carrà e Russolo costituisce il nucleo del movimento artistico futurista a cui presto aderiscono anche Severini e Balla.


FUTURISMO:

Il Futurismo, movimento culturale di avanguardia, si afferma in Italia nel febbraio 1909 per opera di Filippo Tommaso Marinetti, scrittore e poeta di formazione simbolista, che ne traccia i fondamentali lineamenti in campo poetico nel testo Fondazione e Manifesto del Futurismo. Esattamente un anno dopo, nel febbraio 1910, vede la luce il Manifesto dei pittori futuristi, firmato da Boccioni, Carrà, Russolo, Balla e Severini, che dichiara l’estensione del Futurismo al campo delle arti figurative.

Umberto Boccioni svolge un ruolo trainante per l’affermazione della pittura futurista, sia sul piano formale che su quello teorico. Egli cerca di ricondurre i due grandi filoni, Realismo e Impressionismo, quello del colore ovvero della sensazione, e quello della forma, ovvero dell’intelletto, ad una sintesi in grado di esprimere il senso della modernità, basata sulla dinamicità delle esperienze.
La caratteristica principale del Futurismo di Boccioni verte sulla rappresentazione del movimento e dello stato d’animo attraverso la simultaneità della visione percettiva e di quella interiore.

 

TEMI RICORRENTI IN BOCCIONI

Nella sua pittura Boccioni tende a fondere l’ambiente e le figure in un insieme inscindibile. C’è una compenetrazione tra figure e sfondo.
La donna è uno dei soggetti più rappresentati da Boccioni, dagli inizi divisionisti fino alla maturità futurista. Un altro archetipo ricorrente è quello della finestra, concepita come tramite tra il mondo interiore e il mondo esterno.
Con l’adesione al futurismo diventa centrale anche il tema della città e parallelamente anche quello del movimento che sfidando i canoni della tradizione pittorica viene rappresentato superando i limiti della bidimensionalità.



 

MOVIMENTO E VELOCITA’

Boccioni parla di “dinamismo plastico” dove la forma stessa non è più immobile e statica ma assume dinamicità. Le diverse azioni e posizioni sono riprodotte contemporaneamente sulla tela o sulla materia.
Boccioni cerca di suggerire il rumore del traffico frantumando le forme attraverso il mutamento continuo dei punti di vista e usando colori chiassosi. Il centro dello spazio figurativo è sottolineato come il nucleo principale da cui sorge l’intera composizione. Da quel nucleo partono delle onde di energia e linee di forza che descrivono il movimento.

Boccioni, sia nella pittura che nella scultura, mira ad evidenziare bene le linee di forza degli oggetti tenendo conto di un doppio movimento. Perché ogni oggetto ha un moto proprio ma si muove anche colui che osserva l’oggetto.

 

MORTE DI UMBERTO BOCCIONI

Fino a che non scoppia la prima guerra mondiale, Boccioni è parte attiva nel movimento futurista, prende parte a tutte le mostre futuriste e svolge anche l’attività di scrittore e polemista. E’ autore del Manifesto tecnico della scultura futurista, dei saggi Pittura e scultura futuriste, Dinamismo plastico e Manifesto dell’architettura futurista, rimasto inedito.
Si arruola nel 1915 come volontario e prende parte ad alcuni scontri in prima linea.
Umberto Boccioni muore nel 1916, a Sorte vicino a Verona, mentre presta servizio nelle retrovie, in seguito ad una caduta da cavallo.




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