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Telemaco Signorini

(Firenze, 1835 - 1901)

Telemaco Signorini - immagine fotografica
Telemaco Signorini - pittore letterato, esponente della corrente dei Macchiaioli

VITA

Fiorentino, vive tra il 1835 e il 1901. Suo padre, Giovanni Signorini, è uno stimato pittore della corte granducale (dipingeva vedute paesaggistiche) e lo spingerà, nonostante inizialmente Telemaco fosse più interessato alla letteratura, verso la pittura. Viaggia molto in tutta Europa (in Francia, Gran Bretagna e Svizzera) ma anche in Italia, va a Venezia e a Levante (Liguria), durante queste occasioni dipinge paesaggi in cui cercando di stare molto attento agli effetti della luce, utilizza macchie di colore.
Con Adriano Cencioni è teorico, pubblicista e divulgatore delle istanze macchiaiole.
E’ molto impegnato anche sul piano politico e sociale. Ha idee mazziniane, partecipa alla guerra di indipendenza e questo suo impegno è riflesso in alcuni quadri.
Signorini non rappresenta scene di gloria ma momenti di umanità, meno eroici. Partecipa all’esposizione nazionale a Firenze, in questa occasione vince un premio e da qui la sua carriera decolla, partecipa a molte mostre nazionali ed internazionali.
E’ l’unico dei macchiaioli ad interessarsi a quanto avviene fuori dall’Italia, ciò contribuisce a dare alla sua produzione un carattere meno unitario rispetto a loro e ad essere più influenzato da artisti di altre correnti, come per esempio alcuni impressionisti, De Nittis e Boldini, che frequenta a Parigi. Lavora molto per i collezionisti inglesi.
Nella vita è piuttosto snob, frequenta i salotti, gli intellettuali e gli artisti del tempo. E’ un dandy. E’ amico dell’impressionista Degas. A Parigi frequenta i pittori italiani che si erano trasferiti là. Negli ultimi anni va a convivere con una ragazza giovanissima che spesso ritrae nei suoi dipinti e disegni. Nel 1883 gli offrono una cattedra che rifiuta perché contrario per principio all’insegnamento accademico.
La sua produzione viene influenzata anche da artisti come Toulouse-Lautrec e esponenti del realismo francese, e come molti artisti dall’epoca, dalle stampe giapponesi. Raffigura pazzi, prostitute, proletari, carcerati e il suo obiettivo è quello di denunciare lo stato pietoso di queste persone. Imputa alla pitture una funzione morale, deve far riflettere le coscienze.
Oltre alla tematica sociale Signorini si trova a suo agio anche con paesaggi, vedute urbane e scene di genere.

OPERE

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