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Il Parmigianino

(Parma, 1503 – Casalmaggiore, 1540)

PARMIGIANINO - autoritratto
Parmigianino - autoritratto 1524 (donato a Pietro Aretino)

E’ un esponente di spicco del manierismo. Ha uno stile molto eccentrico, bizzarro ma anche molto ricercato. Le sue figure sono sempre molto allungate. Fa studi alchemici e si interessa di magia.

VITA

Nasce nel 1503 a Parma e muore nel 1540 a Casalmaggiore. Cremona. Il vero nome è Girolamo Francesco Maria Mazzola, detto il Parmigianino. Proviene da una famiglia di artisti ed in particolare gli zii Michele e Pier Ilario Mazzola gli daranno la prima educazione artistica.
Si forma nell’ambiente di Parma a contatto con l’esempio di Correggio ed a Parma realizza gli affreschi per la chiesa di San Giovanni Evangelista (1521-1524), la sua prima commissione di una certa importanza.

Parmigianino a Roma

Parmigianino è uno spirito inquieto e nel 1524, non ancora ventenne, è a Roma dove entra in contatto con i maggiori interpreti della maniera e dove spera di ottenere da Clemente VII commissioni importanti.
Entra a far parte della cerchia degli allievi di Raffaello, dove conosce Rosso Fiorentino che costituirà un altro importante riferimento per le sue fisionomie allungate. In questo periodo dipinge una Sacra Famiglia, il celebre Autoritratto allo specchio convesso (vedi sopra), in cui secondo il Vasari l'artista si sarebbe ritratto guardandosi in uno specchio da barbiere, le Nozze mistiche di Santa Caterina e la Visione di San Gerolamo.
Nel 1527, anno del sacco di Roma, tutti gli artisti, compreso il Parmigianino, scappano dalla "città eterna".

Il ritorno in Emilia

Fino al 1531 soggiorna a Bologna, poi rientra a Parma dove lavora nella Chiesa della Steccata.
Spirito inquieto, sempre insoddisfatto, ormai completamente assorbito nei suoi esperimenti alchemici, ritardera la consegna del lavoro, viene sollecitato ed anche minacciato ed infine incarcerato. Appena liberato cancella la decorazione dell’abside della chiesa che stava affrescando e fugge in esilio a Casalmaggiore (Cremona) dove trascorre il suo ultimo anno di vita, dedicandosi ad esperimenti alchemici e realizzando gli ultimi capolavori come la Madonna dal collo lungo, rimasto incompiuto.

La morte di Parmigianino

Muore nel 1540 non ancora quarantenne, in base alle sue ultime volontà viene sepolto nudo "con una croce d'arcipresso sul petto" nella Chiesa dei Servi detta la Fontana, vicino a Casalmaggiore. Qualche biografo ha ipotizzato che la sua morte fosse dovuta ad avvelenamento da mercurio, elemento usato dagli alchimisti.

OPERE

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